Auguste Rodin (1840-1917) venne in Italia a trentasei anni per studiare Michelangelo (1475-1564), dove fu particolarmente colpito dal suo gruppo di sette statue: I Prigioni. A Firenze studiò, schizzò, disegnò anche la Pietà del Duomo, il David-Apollo del Bargello, il David di Donatello (1386-1466). Da quel momento il vocabolario si arricchì di un nuovo termine: “Michelangiolismo rodiniano”. Rodin tentò di fondere “l’impostazione monumentale michelangiolesca con l’intenso, vibrante realismo memore della tradizione gotica francese e delle soluzioni di Jean-Baptiste Carpeaux (1827-1875)” nei ritratti fortemente introspettivi, nei busti, nelle opere d’impegno monumentale, in movimento, con effetti di dinamismo e vitalità, che fecero della sua opera un imprescindibile punto di riferimento per le generazioni successive