guillaume apollinaire

Roma 25 agosto 1880  – Parigi 9 novembre 1918

Figlio naturale di una nobildonna polacca e di un italiano ex ufficiale borbonico, Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicki visse i suoi primi anni fra Roma, Monaco, Nizza, Cannes, Lione. Stabilitosi a Parigi nel 1902, partecipò alle più vivaci battaglie artistiche del tempo. Fondò riviste e scrisse cronache d’arte. Fu il primo a sostenere i fauves, presentando nel 1908 opere di Matisse, Derain ecc.; appoggiò la «rivoluzione» cubista con uno scritto rimasto celebre, I pittori cubisti (Les peintres cubistes, 1913); entrò in contatto con F.T. Marinetti e scrisse il manifesto L’antitradizione futurista (L’antitradition futuriste, 1913) e fu poi sempre pronto a cogliere l’importanza di artisti dalle tendenze anche disparate, da Delaunay a Picabia e a De Chirico. Arruolatosi nel 1914 e successivamente inviato al fronte, nel 1916 fu ferito alla testa. Nel novembre 1918 fu stroncato dalla febbre spagnola.A. è autore di numerose opere in prosa. Ricordiamo L’incantatore imputridito (L’enchanteur pourissant, 1909), i racconti riuniti in L’eresiarca & C. (L’hérésiarque et Cie, 1910), Il poeta assassinato (Le poète assassiné, 1916), il dramma presurrealista Le mammelle di Tiresia (Les mamelles de Tirésias, rappresentato nel 1917), i testi libertini. Ma la sua fama resta essenzialmente affidata a due raccolte poetiche: Alcools (1913) e Calligrammi (Calligrammes, 1918). Alcools raccoglie 50 componimenti, rappresentativi di una produzione che va dal 1898 al 1913. Accanto a poesie ostentatamente moderniste quali Zona o L’emigrante di Lander Road, in cui il discorso poetico tende a frantumarsi, procedendo per accumuli eterocliti di materiali tratti dall’attualità più provocatoria e stilisticamente più bassa, ne stanno altre, risolte in una pura linea di canto, che ripropongono cadenze e temi neoromantici (Le pont Mirabeau) o che si giovano dei modelli più collaudati del post-simbolismo. Calligrammes raccoglie 86 «poesie della pace e della guerra», di cui però 19 soltanto hanno vera e propria struttura di calligramma. Qui è da vedersi probabilmente il momento più avanzato della ricerca formale di A.: l’«ideogramma lirico» sfrutta le possibilità figurative dei segni verbali; il «poème-conversation» – giustapposizione di frammenti di dialogo – tende a riprodurre, colte sul nascere, le molteplici sfaccettature del reale, infrangendo ogni gerarchia fra il prosastico e il poetico; il ritmo accelerato del testo «simultaneo», che trova il suo equivalente nella tecnica compositiva del cubismo, spinge l’immagine in libertà alle soglie del surrealismo. Ma l’originalità e il vero volto della sua poesia vanno soprattutto ricercati in quel parlato continuo, in quella discorsività ininterrotta che, assecondati dal movimento di una sintassi poetica liberata, unificano i differenti versanti della sua sperimentazione.

“Quando il mio nome sarà famoso sulla terra | Sentendo nominare Guillaume Apollinaire | Dirai Mi amava e ne sarai orgogliosa | Su apri il tuo cuore Tu m’hai aperto le tue braccia”

APOLLINAIRE INTERPRETA LA SUA POESIA

il ponte mirabeau

 

Sotto Pont Mirabeau la Senna va
E i nostri amori potrò mai scordarlo
C’era sempre la gioia dopo gli affanni

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

Le mani nelle mani restiamo faccia a faccia
E sotto il ponte delle nostre braccia
Stanca degli eterni sguardi l’onda passa

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

L’amore va come quell’acqua fugge
L’amore va come la vita è lenta
E come la speranza è violenta

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

Passano i giorni e poi le settimane
Ma non tornano amori né passato
Sotto Pont Mirabeau la Senna va

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

 

 

LE VOYAGEUR

Anche questo poema viene recitato nel 1913 dal suo stesso autore.
Nel video di Radio France ascoltiamo Guillaume Apollinaire scoprendo un vero precursore del surrealismo.

Video by France Culture | Durata 3 minuti 

16 MARZO 2018 | BIBLIOTECA VALLICELLIANA

 

Simona Marchini, attrice, conduttrice televisiva, regista e grande esperta di lirica, ha raggiounto la popolarità nel 1985 con Renzo Arbore nel programma Quelli della notte, nel quale interpretava il personaggio di una telefonista svampita. Dal 1987 è ambasciatrice Unicef per l’Italia

LES DIABLES AMOUREUX 

Azione musicale infernale
su testi di Apollinaire  e Pasolini

SPETTACOLO CON SIMONA MARCHINI

In occasione della IX Settimana Francese Roma-Parigi Paris-Rome  il Salone Borrominiano della Biblioteca Vallicelliana ha ospitato Les Diables Amoureux. Azione musicale infernale su testi di Apollinaire  e Pasolini con Simona Marchini, a cura della Civica Scuola delle Arti e Fabrica Harmonica e in collaborazione con il Lycée Chateaubriand di Roma. 

Drammaturgia e musiche originali di Fabrizio de Rossi Re.    Con Fabrizio de Rossi Re (pianoforte), Stefano Palamidessi (chitarra) e Annalisa Pellegrini (voce).