Alexandre Dumas

24 luglio 1802 – 5 dicembre 1870

Riconosciuto maestro del romanzo storico e del teatro romantico, fu uno dei più prolifici e popolari scrittori francesi del diciannovesimo secolo. Figlio di Thomas-Alexandre Davy de La Pailleterie, soldato semplice figlio di un marchese, e di una schiava nera di Santo Domingo, Marie Cessette Dumas, dalla quale eredita il cognome. Alcuni anni dopo la morte del padre, nel 1823 il giovane Alexandre fu inviato a Parigi per intraprendere gli studi di legge. Nella capitale riuscì a ottenere, grazie alla sua buona calligrafia, diversi incarichi presso il Duca d’Orléans, il futuro re Luigi Filippo. Ebbe un figlio da una vicina di pianerottolo. Il figlio, anch’egli chiamato Alexandre Dumas, seguì le orme paterne e fu anch’egli scrittore di fama. Dumas padre è famoso soprattutto per Il conte di Montecristo e per la trilogia dei moschettieri formata da I tre moschettieri, da Vent’anni dopo e da Il visconte di BragelonneCon l’arrivo del successo, Dumas iniziò a condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità economiche. Nel 1844, a seguito dell’acquisto di un terreno nei pressi di Parigi, a Port-Marly, fece costruire il “Castello di Montecristo”, un edificio frutto di una miscellanea di diversi stili, dal rinascimento, al gotico, al barocco. Nel 1847 inaugurò un proprio teatro, il “Théâtre-Historique” (Teatro Storico), dove vengivano rappresentate le opere dei maggiori autori del passato, da Shakespeare a Goethe, da Calderon de la Barca a Schiller. Dopo solo tre anni di attività però il teatro fallì. Rovinato dai debiti Dumas mise all’asta il suo castello e nel 1851, cercato da più di 150 creditori, dovette riparare in Belgio. Nel 1854, risolti i suoi problemi finanziari, tornò infine a Parigi. Le sue ceneri furono trasferite al Panthéon di Parigi il 30 novembre 2002.

1° DICEMBRE 2020 | unisob napoli  

150 ANNI DALLa MORTE DI alexandre DUMAS

«Mi ha nutrito da quando ero bambino e non ci si può sottrarre a tale eredità, come non ci si può sottrarre ai re magi.» Umberto Eco 

ALEXANDRE DUMAS E L’ITALIA

 Anniversario dei 150 anni dalla morte di Alexandre Dumas padre «Mi ha nutrito da quando ero bambino e non ci si può sottrarre a tale eredità, come non ci si può sottrarre ai re magi.» Umberto Eco Dumas è un simbolo sempre fiorente dell’amicizia franco-italiana. Considerato uno dei padri delle serie a puntate, l’autore del Conte di Montecristo (tra i romanzi più letti in Italia) consente di accedere sia alla Storia che alla Letteratura, se non altro per le sue proprie vicende, degne dei suoi romanzi. Coinvolto nel Risorgimento Italiano al fianco di Garibaldi, Dumas è un vettore di valori repubblicani attraverso le innumerevoli opere che riguardano l’Italia, dalle Impressioni di viaggio a La San Felice, da I Garibaldini a Una Lucertola a Napoli e, segnatamente, per il giornale L’Indipendente, che ha creato e diretto a Napoli negli anni dell’Unità. Lucio d’Alessandro Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Paola Villani Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche Laurent Burin des Roziers Console Generale di Francia a Napoli Alvio Patierno Responsabile Area di Lingua e Letteratura Francese Jocelyn Fiorina Centrale Supélec Université Paris – Saclay, Parigi.Lucio d’Alessandro Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Paola Villani Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche Laurent Burin des Roziers Console Generale di Francia a Napoli Alvio Patierno Responsabile Area di Lingua e Letteratura Francese Jocelyn Fiorina Centrale Supélec Université Paris – Saclay, Parigi

INTERVENGONO

  • Lucio d’Alessandro Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
  • Paola Villani Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche
  • Laurent Burin des Roziers Console Generale di Francia a Napoli
  • Alvio Patierno Responsabile Area di Lingua e Letteratura Francese
  • Jocelyn Fiorina Centrale Supélec Université Paris – Saclay, Parigi

“Lei ha ragione, signore: mio padre era un meticcio, sua madre era una negra, e i suoi genitori erano due scimmie. Dunque il mio pedigree comincia esattamente dove finisce il suo”

È tempo che dopo l’unità dell’Italia venga l’unità dell’Europa

Alexandre Dumas | Napoli 1864

 A Giuseppe Garibaldi, del quale fu sincero amico ed entusiasta ammiratore, Alexandre Dumas dedicò due libri: le “Mémoires de Garibaldi” redatte nel 1860 e “I garibaldini”, scritto l’anno successivo, al seguito della spedizione dei Mille. Le gesta del protagonista dell’Unità d’Italia rivivono nella narrazione dumasiana come in un moderno reportage giornalistico, attraverso conversazioni, lettere, appunti, testimonianze, aneddoti. Tutto l’infiammato, esaltante clima delle spedizioni garibaldine è ricostruito senza retorica e con una sobria fedeltà ai fatti, così come l’irripetibile atmosfera di un’epoca ormai lontanissima di sentimenti “belli” e “nobili”, di cuori puri, di romantiche improvvisazioni, di amor di patria; un’epoca di grandi ideali in cui, forse ingenuamente, si credeva davvero di poter cambiare il mondo rischiando il proprio sangue al seguito di un uomo come l’Eroe dei Due Mondi, già in vita avvolto da un alone di leggenda.

Meno nota, ma decisamente importante, l’avventura editoriale di Dumas che l’11 ottobre del 1860 pubblica a Napoli il primo numero del nuovo giornale L’INDIPENDENTE, nome suggerito proprio da Garibaldi. Come gli altri quotidiani del tempo, aveva una foliazione di quattro pagine. Anche l’impaginazione rispettava i canoni dell’epoca: nella prima pagina appariva l’articolo di fondo del direttore. La seconda pagina era dedicata ai dispacci, alle corrispondenze ed a una selezione delle notizie degli altri giornali; conteneva inoltre le continuazioni degli articoli che iniziavano in prima. La cronaca locale trovava spazio nella terza pagina, mentre la quarta, e ultima, era dedicata alla pubblicità.

Edizioni Roma-Parigi

In italiano

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