ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA
Mar15

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ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA

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Indirizzo
Largo Arrigo VII, 5
Roma
Roma
Lazio
00183
Italia


Accademia Nazionale di Danza

Il teatro Ruskaja, dedicato alla fondatrice dell’Accademia

La sede dell’Accademia Nazionale di Danza è  ospitata in una area di eccezionale valore storico e archeologico. Le prime fonti cartografiche risalgono al Falda (1676) e poi al Nolli (1748) e raffigurano la struttura asimmetrica di un edificio che si erge su di un pianoro dell’Aventino che, attraverso un sentiero rettilineo, si affaccia con il suo portale su via di Santa Prisca. Il Nolli, denomina il manufatto “Castello d’acqua” e ne rappresenta dettagliatamente l’ubicazione in Vigna Cavalletti, che dal Circo Massimo raggiunge via di Santa Prisca e costeggia, sulla sinistra, l’Ortaccio degli Ebrei a destinazione funeraria, sulla destra la Chiesa di Santa Prisca.

La situazione cambiò radicalmente con la politica urbanistica dell’era fascista il cui piano regolatore, nell’ottobre del 1930, trasformava l’Aventino in un immenso cantiere. Si attuarono i restauri delle basiliche paleocristiane, si isolò il Circo Massimo circondandolo con un nuovo assetto viario, si ampliarono viale Aventino e via di Porta San Paolo per migliorare la comunicazione con la via del Mare. Ville e villini si insediarono progressivamente negli orti e nelle vigne.

Il “Castello d’acqua” denominato a quell’epoca “Castello dei Cesari” che ospitava un famoso ristorante, man mano perse la sua clientela fino a quando, nel 1932 il proprietario donò l’antico manufatto e il terreno circostante a Mussolini, che destinò l’edificio ed il terreno all’Opera Nazionale Balilla.

Venne incaricato dei lavori l’architetto Gaetano Minnucci (Macerata, 1886 – Roma, 1980), allora esponente del MIAR, redattore della rivista Architettura e assistente alla Facoltà di Architettura di Roma. Minnucci vantava all’epoca un curriculum professionale fitto di progetti ed opere in avanzata fase di realizzazione come il dopolavoro alla città universitaria e le case del Balilla a Torpignattara e a Montesacro, improntate tutte al linguaggio razionalista di derivazione oudiana, caratterizzato da una spiccata tendenza internazionale e da un particolare rinnovamento tecnico-funzionale. I suoi progetti per la trasformazione del vecchio “Castello dei Cesari” e per la sistemazione del terreno circostante sono datati “Roma, settembre XII” (1934). La Casa della Giovane Italiana fu inaugurata il 3 agosto 1935 alla presenza di Benito Mussolini.

All’interno dell’edificio, Minnucci realizzò un equilibrato rapporto spaziale di pieni e di vuoti che si snodano dal pianterreno al primo piano, attraverso il fulcro visivo dinamico della grande scala. Tra il 1935 ed il 1936, L’Opera Nazionale Balilla commissionò al pittore Corrado Cagli l’affresco a tempera “La Corsa dei Berberi”, opera immune dalla retorica allora dominante nelle arti figurative, che fu realizzato nella grande biblioteca dell’epoca.

Nel 1942-43, Minnucci ampliò il progetto originario, realizzando il portico a nord e completando le sovrastanti aule. Per i prospetti esterni Minnucci ricorse ad un accorto dosaggio di intonaco e mattoni, palese omaggio all’architettura razionale di Mies Van de Rohe. Questo abilissimo rapporto di materiali eterogenei e porosi connotò successivamente lo stile di molti edifici che pian piano crebbero intorno alla Casa della Giovane Italiana. Nell’Anno Scolastico 1954-55, a seguito della decisione dell’allora Ministro della Pubblica Istrizione Gaetano Martino, l’edificio divenne sede dell’Accademia Nazionale di Danza,  nata nel 1940 per impulso di Jia Ruskaja  annessa all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica con il nome di Regia Scuola di Danza.  Con il decreto legislativo del 1948, la Scuola Nazionale di Danza ottiene autonomia didattica ed amministrativa. Il corso degli studi, per il quale la Ruskaja si è ispirata guardando a diversi contesti formativi italiani ed europei, è articolato in otto anni ed è seguito da un corso triennale di perfezionamento (Avviamento alla danza, istituito nel 1951). Progressivamente sono state introdotte diverse materie teoriche; inoltre, l’esperienza formativa si arricchisce grazie ai numerosi ospiti di rilevanza internazionale: Sakharoff, Lichine, Jooss, Massine, Kniaseff, Cullberg, Cébron… 

In questa sede dal 1951 l’Accademia Nazionale di Danza affidò nel 1955 all’architetto Luigi Moretti la reubblidazione di un progetto, in seguito non realizzato, per l’ampliamento della propria sede con la realizzazione di un teatro e di un convitto. Si procedette invece dal 1971 al 1979 ad una imponente ristrutturazione che modificò sostanzialmente la suddivisione spaziale degli interni alterandone l’organica e rigorosa complessità a beneficio di esigenze didattico-coreutiche. La Sovrintendenza Archeologica, in quella occasione, compì approfondite indagini che, in particolare, misero in luce le strutture murarie di un complesso termale romano di epoca imperiale inglobato nel manufatto seicentesco dove, nello spazio ricoperto con una grande volta a botte, Minnucci aveva collocato il teatro, mantenendo intatta la sua volumetria.

L’intervento di restauro ha consentito di recuperare “a vista” le mura originarie del “Lacus” della fontana dioclezianea, permettendo di riconsegnare ai nostri giorni l’antica e pregevole configurazione dello spazio di un tempo, dalla cui funzione, legata al complesso termale l’edificio ricavò probabilmente l’originario nome di “Castello d’acqua”.

Nell’ambito della VII edizione della Settimana francese, l’Accademia Nazionale di Danza ha ospitato il concerto di Danilo Rea nello splendido Teatro Ruskaja il 17 marzo 2016.

Accademia Nazionale di Danza

ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA
Largo Arrigo VII, 5 – 00153 Roma
Telefono  06 5717 7771 – Telefax  06.5780994
www.accademianazionaledanza.it

 

 

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