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J’AI HATE D’AIMER

J’AI HÂTE D’AIMER tratta non dell’amore, ma dell’amore, del sogno, del luogo dove tutte le speranze sono possibili, dove la realtà e le visioni formano solamente uno. È il momento della vita dove l’amore è al suo parossismo, là dove tutte le potenzialità sono offerte, là dove non resta più che ad abbassarsi per raccogliere a piene mani la vita in tutta la sua bellezza! È là dove, che si sia adulto, bambino o vecchio, si ritrova il suo istinto incarnato dal suo bambino interiore, J’AI HÂTE D’AIMER ci lascia percepire anche il luogo dove tutte le paure diventano reali.

Se il giorno è il simbolo del gioco per il bambino, la notte è il momento delle grandi paure. Questo spettacolo rappresenta più che mai l’opportunità di ricordare che siamo noi che creiamo la nostra realtà. Se il mondo è malato è perché il nostro sguardo su di esso è malato. Siamo ancora e sempre dei bambini, che vivono a volte in piena luce e a volte nel buio di una notte tragica che ci impedisce di vedere ciò che è. Cambiare il nostro sguardo sul mondo è il mezzo più sicuro di guarire la nostra società. Questo spettacolo vuole essere un inno alla nascita, un inno a questi istanti dove l’universo si presenta a se in tutto il suo splendore e la sua forza. È quando l’individuo, abbagliato da tanta bellezza, si sente portato verso le più alte inspirazioni del mondo, è quando più niente può trattenerlo che tutto diventa possibile. Vogliamo creare un spettacolo che ricorda che nella vita, tutto parte del sogno e che quando il sogno sparisce, la vita si spegne.

INTERFACE: LA VISION DE L’ART ET DU MONDE

Un linguaggio comune ad universi diversi. Il lavoro di ricerca e di creazione di Interface è dettato dalla volontà di avere una visione olistica ed unificatrice dell’arte e del mondo. A tale scopo, cerchiamo linguaggi comuni tra il teatro e la danza, la danza e la musica, la musica ed il teatro, le nuove tecnologie e le arti, tra la cultura e le economie, tra gli atti di creazione e la vita quotidiana, tra l’uomo e la donna, tra la vita e la morte, e tra le differenti culture che compongono la nostra società. Ne nasce una nuova forma di estetismo di stile contemporaneo che tuttavia non corrisponde all’immagine attuale che si ha dell’arte contemporanea. INTERFACE è una nuova filosofia di creazione artistica, un nuovo modo di pensiero e di vita che unifica le arti e le culture. Attraverso le sue opere, i suoi spettacoli e la forza dei suoi temi INTERFACE giunge al cuore delle persone e va al di là delle frontiere, invitando le diverse forme di arte ed i popoli a riunirsi, a scoprirsi, a ritrovarsi.

Progetto a cura della Compagnia INTERFACE
Concezione e messa in scena André Pignat e Géraldine Lonfat
Con David Faggionato, Thomas Laubacher, Géraldine Lonfat, Paul Patin, Daphné Rhéa Pellissier, Virginie Quigneaux e Francis Lalanne
Musiche originali André Pignat
Coreografia Géraldine Lonfat
Testi Francis Lalanne
Luci André Pignat
Costumi Gerda Pignat, Gwendoline Roh
Technique e Régie Luci Jérôme Hugon

 

Giovedì 9 marzo 2017 – Ore 20:00
Conservatorio di Santa Cecilia
Via dei Greci 18 – Roma
INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento dei posti